Düsseldorf e come la mia vita sia cambiata (in meglio)

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So bene di esser stata assente per un po’ ma non mi sono dimenticata di tutti voi, cari lettori. Qualcuno forse lo sa già, qualcun altro no, ma mi sono trasferita da un’altra parte della Germania e, precisamente, a Düsseldorf. Il mio progetto originario dopo la Laurea era di studiare in Germania, ma non è che avessi una meta precisa. Ho orientato la mia ricerca in base al semestre d’inizio (Sommersemester) e i miei interessi. Dopo una Triennale in Lingue e letterature straniere, mi sarebbe piaciuto concentrarmi di più sulla linguistica e la traduzione piuttosto che sulla letteratura che, benché mi piaccia, ho sempre trovato piuttosto poco “concreta” e aperta a troppe interpretazioni diversificate. Credo che la letteratura non sia fatta per essere studiata ma solo letta ed interpretata. Tuttavia, il processo di interpretazione è piuttosto personale, a mio avviso. Io potrei leggere qualcosa in un’opera, mentre un’altra persona potrebbe averne una percezione totalmente differente. Ma…bando alle ciance! Durante la mia ricerca, mio fratello mi spinge a tenere in considerazione la Heinrich-Heine Universität di Düsseldorf. Con mia somma gioia lì trovo un Master davvero interessante, di cui vi parlerò magari più in dettaglio in un altro post. Mi decido a fare domanda e mi arriva una lettera di preselezione a novembre dello scorso anno, che mi dice che sono idonea e che avrei dovuto semplicemente recuperare dei crediti mancanti per la durata del Master. Di lì, direte, qualsiasi persona normale avrebbe iniziato a studiare per prendersi un certificato linguistico e invece no! Mi decido che mi va di fare un’esperienza diversa dal semplice studio e mi metto a cercare uno stage all’estero. Inizialmente avrei voluto recarmi in Spagna, perché avevo fatto un corso di spagnolo e pensavo di poterlo migliorare in qualche mese di permanenza lì, ma l’ironia del Destino mi ha portata ad Amburgo. Nonostante le 40 ore di lavoro settimanali, un corso di lingua generico che alla fine non mi è servito a un bel niente, i weekend sulla Reeperbahn dove, nella maggior parte dei casi, mi sfasciavo di alcol e basta, fra prostitute, feste queer, in compagnia di E., che come me ha letto Carla Lonzi, mi sono decisa a marzo a prendere la certificazione linguistica (TELC C1 Hochschule). E, incredibile ma vero, ce l’ho fatta!

 
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Dopo un periodo di continuo spostarsi tra Amburgo e Düsseldorf, mi sono trasferita definitivamente qui il 18 aprile di quest’anno. E la mia vita è cambiata totalmente. In meno di due mesi ho vissuto tantissime cose e ho conosciuto tante persone, prima fra tutte Anne, una tizia tedesca che mi ha  introdotta in poco tempo in vari gruppi qui nella città e che ha 10 anni in più di me. In questi mesi ho riacquistato quel sorriso che avevo perso e ho capito che, forse, se mi impegno, posso integrarmi anch’io. Sono stata a manifestazioni, a vari eventi all’università (e non), ho ritrovato una cara amica, Teresa, che nel frattempo si era trasferita proprio qui. Ho frequentato un ragazzo per una settimana, ho capito che non era per me e la settimana ancora dopo ho capito di riuscire a rimorchiare alle feste. Credo che la mia vita sessuale abbia avuto un miglioramento notevole da quando sono in questa città. Ho persino riscoperto il mio lato artistico e mi sono messa in testa che pubblicherò un libro. In realtà, è anche successa una cosa brutta. Anzi, più che brutta. La settimana scorsa sono venuta a sapere della morte di una mia carissima amica, che stava studiando a Saarbrücken. Ancora oggi sono sconvolta e cerco di non pensarci. Ho stampato la nostra foto assieme, fra le altre, e l’ho appesa sulla parete della mia camera. Da quel momento in poi penso a lei, a migliorarmi, a non buttarmi giù per frivolezze, perché so che lei non lo vorrebbe. Ma, cari amici, vi parlerò in un post separato di lei e della bellissima persona che era e che è. Per ora mi limito a dirvi che questa città mi sta cambiando, mi sta spingendo all’azione, mi sta facendo capire che sto costruendo qualcosa. E, per la prima volta dopo tanto tempo, mi sento bene.